Steve Wonder - A Time To Love
2005 - Motown - Universal
Sito Internet:www.steviewonder.com

di: Claudio Tosatto

Dopo tanto tempo finalmente Stevie Wonder è tornato. Con questo nuovo lavoro intitolato "A Time To Love" l'inventore del cosìddetto "R&B" ritorna finalmente a far musica dopo gli ultimi episodi della sua carriera fatta di collaborazioni non proprio degne del suono nome e prestigio come la cover di "Signed,Sealed,Delivered" realizzata con i Blue.
Innanzittutto non possiamo non parlare delle collaborazioni presenti all'interno del cd: Bonnie Raitt con la sua chitarra slide, Prince e Paul McCartney alla chitarra collaborano per adornare brani che nonostante la presenza di prestigiosi nomi non sempre rendono giustizia alla grandezza di chi li interpreta. Ma parliamo meglio delle canzoni.
Direi che l'inizio non è dei migliori con "If Your Love Cannot Be Moved", brano pessimo (eseguito assieme a Kim Burrell) che sembra preso in prestito dalle Destiny’s Child.
Va già meglio con “Sweetest Somebody I Know” dove Stevie rispolvera l’armonica che rende dignitoso un brano altrimenti abbastanza anonimo.
Con “Moon Blue” ritorniamo a parlare dello stesso Stevie Wonder del livello qualitativo di “Sitkol” con una ballad molto soul ma soprattutto blues e jazz che rendono il pezzo bello e coinvolgente.
Ci risiamo con “From The Bottom Of My Heart” per cui vale lo stesso discorso di Sweetest Somebody I Know , anche molto più ruffiano .
In “Please Don’t hurt My Baby” il maestro si lascia andare al groove funky travolgente che ha caratterizzato bellissimi brani come “Superstition” con Stevie Ray Vaughan. “How Will I Know” è una brano dove Wonder si confronta con la voce della Figlia Aisha Morris ma non ai livelli che raggiunge con Aisha in “Positivity” dove rispunta il funky incalzante protagonista anche di Please Don’t Hurt My Baby.
“My Love Is On Fire” è un’altra prova convincente che anticipa “Passionate Raindrops”, delicatissimo brano, tra i più azzeccati del disco e con le stesse melodie si ripete in “True Love” mentre in “Tell Your Heart I Love You” abbiamo lo Stevie Wonder che preferisco, quello graffiante di Coversation Peace con una base funky alla Red Hot Chili Peppers dei vecchi tempi come anche in “So What The Fuss”, mentre “Shelter In The Rain” e “Can’t Imagine Love Without You” sono bei brani romantici con arrangiamenti jazz dove però Stevie si ripete un po’ troppo spesso e dove corre il rischio di diventare banale. Infine abbiamo “A Time To Love”, una brano forse un po’ troppo lungo ma buono dove Wonder ci cimenta un una sorta di pop/funky- hip hop con sottofondo un coro stile gospel e accanto la bella voce di India Arie. Nel complesso un buon disco (forse un po’ troppo lungo) con il quale Stevie Wonder ritorna sulla scena musicale attuale dopo tanto tempo con un buon risultato ma cercando  forse a volte  di rinfrescare e aggiornare po’ troppo quel sound che ha fatto scuola e che anche fra cent’anni sarà sempre un modello e una fonte d’ispirazione per tutti.