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Dopo
tanto tempo finalmente Stevie Wonder è tornato. Con questo nuovo lavoro
intitolato "A Time To Love" l'inventore del cosìddetto
"R&B" ritorna finalmente a far musica dopo gli ultimi
episodi della sua carriera fatta di collaborazioni non proprio degne del
suono nome e prestigio come la cover di "Signed,Sealed,Delivered"
realizzata con i Blue.
Innanzittutto non possiamo non parlare delle collaborazioni presenti
all'interno del cd: Bonnie Raitt con la sua chitarra slide, Prince e
Paul McCartney alla chitarra collaborano per adornare brani che
nonostante la presenza di prestigiosi nomi non sempre rendono giustizia
alla grandezza di chi li interpreta. Ma parliamo meglio delle canzoni.
Direi che l'inizio non è dei migliori con "If
Your Love Cannot Be Moved", brano pessimo (eseguito assieme a
Kim Burrell) che sembra preso in prestito dalle Destiny’s Child.
Va già meglio con “Sweetest
Somebody I Know” dove Stevie rispolvera l’armonica che rende
dignitoso un brano altrimenti abbastanza anonimo.
Con “Moon
Blue” ritorniamo a parlare dello stesso Stevie Wonder del livello
qualitativo di “Sitkol” con una ballad molto soul ma soprattutto
blues e jazz che rendono il pezzo bello e coinvolgente.
Ci risiamo con “From
The Bottom Of My Heart” per cui vale lo stesso discorso di
Sweetest Somebody I Know , anche molto più ruffiano .
In “Please
Don’t hurt My Baby” il maestro si lascia andare al groove funky
travolgente che ha caratterizzato bellissimi brani come
“Superstition” con Stevie Ray Vaughan. “How
Will I Know” è una brano dove Wonder si confronta con la voce
della Figlia Aisha Morris ma non ai livelli che raggiunge con Aisha in “Positivity”
dove rispunta il funky incalzante protagonista anche di Please Don’t
Hurt My Baby.
“My Love Is On Fire” è un’altra prova convincente che anticipa “Passionate
Raindrops”, delicatissimo brano, tra i più azzeccati del disco e
con le stesse melodie si ripete in “True
Love” mentre in “Tell
Your Heart I Love You” abbiamo lo Stevie Wonder che preferisco,
quello graffiante di Coversation Peace con una base funky alla Red Hot
Chili Peppers dei vecchi tempi come anche in “So
What The Fuss”, mentre “Shelter
In The Rain” e “Can’t
Imagine Love Without You” sono bei brani romantici con
arrangiamenti jazz dove però Stevie si ripete un po’ troppo spesso e
dove corre il rischio di diventare banale. Infine abbiamo “A
Time To Love”, una brano forse un po’ troppo lungo ma buono dove
Wonder ci cimenta un una sorta di pop/funky- hip hop con sottofondo un
coro stile gospel e accanto la bella voce di India Arie. Nel complesso
un buon disco (forse un po’ troppo lungo) con il quale Stevie Wonder
ritorna sulla scena musicale attuale dopo tanto tempo con un buon
risultato ma cercando forse a volte di rinfrescare e
aggiornare po’ troppo quel sound che ha fatto scuola e che anche fra
cent’anni sarà sempre un modello e una fonte d’ispirazione per
tutti.
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