Spektrum - Spektrum
2003 Progress Records

Sito Internet:  www.progressrec.com/spektrum

di: Gabriele Desole

Per chi non avesse la mente e le orecchie obnubilate da pastrocchi che si spacciano per musica, per tutti coloro che appena sentono parlare di Galleon, Cross e Grand Stand non pensano ad una marca svedese di sigarette, allora consiglio di non acquistare questo album degli Spektrum. E si… perché il rischio di rimanerci incollati per un periodo direttamente proporzionale allo stadio di malattia raggiunto con anni di ascolti musicali accuratamente selezionati è molto alto. Si tratta fondamentalmente di un all star based quintet con membri provenienti da Galleon, Cross e Grand Stand. Per gli amanti della precisione ecco qua la formazione: Limette von Panajott alla voce, Olov Andersson alle Keyboards, Goran Fors al basso, Goran Johnsson Batteria, Hansi Cross chitarra. Spektrum è il nome di questa union, pubblicata dalla Progress Records; un nome azzeccato in pieno viste e considerate le diverse estrazioni musicali dei componenti il gruppo. Un album fresco, che unisce alle indiscusse abilità tecniche dei componenti una voce femminile che per il genere è una  vera rarità. In tutto sette tracce per 41 minuti circa di musica ricca di contaminazioni “progressive” e con alcuni momenti di assoluta rilevanza tra cui “Chemical release”  la mini title track “Spektrum” che con l’assolo pungente e i “turkish mini bells” in sfumatura dà inizio alle danze con “Land of longing” brano nel quale si viene immediatamente catapultati nella musica e nell’atmosfera a tratti quasi malinconica come nel brano “Now” di questo CD. “Perpetuum Mobile” quarta traccia, è uno dei brani a mio avviso maggiormente ispirati e riusciti di tutto il lavoro, la musica è di Goran Johnsson ed è interamente strumentale. A seguire “The Quest” , “Ivory Tower” e la splendida “A chemical release” circa 9 minuti di musica ad alti livelli, degna chiusura dell’opera. Il tutto a dimostrazione del fatto che il progressive rock non è agonizzante come sostengono alcune famose riviste nazional popolari (che continuano a ignorare la vitalità di questo settore) ma continua, sotto varie forme (vedere pure le recensioni di Prime Substance oppure Saltimbanques), a influenzare e a ispirare la creatività di tanti gruppi, in Italia cosi come all’estero.
Un’altra nota di merito la riservo ancora, -e questo farà la gioia di coloro che amano i supporti originali e che acquistano musica originale supportando cosi le label ed i gruppi emergenti e indipendenti -, per il booklet e le illustrazioni a corredo dei testi, evocative e davvero ben fatte, artisticamente ispirate allo stesso concetto “fisico” di “Spektrum” (spettro). Insomma la ciliegina sulla torta…