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The
Small Jackets - Walking The Boogie 2006 - Go Down Records/Audioglobe Sito Internet:www.smalljackets.com |
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di: Claudio Tosatto |
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Mi
sono ripromesso mille volte di essere neutrale e imparziale per quanta
riguarda
la
recensione di questo nuovo lavoro discografico degli Small Jackets, ma
nonostante questo e attenendomi alla più fiscale politica etico
professionale di pseudo giornalista della domenica, non riesco a
scrivere niente di male a proposito di questa band.Sarà perchè li
seguo da quel "Play at High Level" che li rivelò al (grande?)
pubblico come il più spudorato e genuino esempio nostrano di musica
rock del 2004,sarà perchè non essendo nato negli anni '70 e non avendo
respirato l'aria seventies almeno in parte,mi sono affezionato così
tanto a quelle sonorità che appena sento "Walking The Boogie"
mi si fonde il cervello.Questo secondo capitolo della discografia delle
piccole giacche si trasforma in un enorme marmittone in cui il
Gianfranco Vissani della situazione alias "Lu Silver" amalgama
e cuoce a puntino e in maniera sublime una quantità enorme di
ingredienti di prima qualità.Componi una bella base con Grand Funk
Railroad,Mc5,Hellacopters,Stooges e Ac/Dc.Una volta che le valvole dei
Marshall hanno raggiunto la temperatura giusta fate cuocere a volume
alto stemperando di tanto intanto il tutto con un pò di Led
Zeppelin,Black Sabbath,Rolling Stones e Deep Purple dell'ottimo Tommy
Bolin alla chitarra.Infine quando il sound è omogeneo e vibrante
aggiungere una spruzzata di Creedence,Steppenwolf,New York Dolls e
Allman Brothers Band e servire sul palco con un pubblico ben caldo.Se la
dimensione live li esalta,quella in studio è la prova ci si può
ispirare ai grandi del passato ma senza copiare.Brani come "My
Surprise","Forever Night" "Heroes" e la
magnifica "Leave Me Alone" farebbero impallidire Rory
Gallagher.L'incedere della chitarra rende "Born To Die" un
pezzo perfetto per i Motorhead mentre "Phoenix Light",con un
intro con tanto di violino che non ti aspetti ha quel non so che di
stoner che ricorda Black Sabbath e Queens Of The Stone Age o i Five
Horse Johnson.Infine passiamo alle sonorità southern che ritroviamo in
parte in "If You Don't Need" e "Maybe Tomorrow"che
ricordano gli Allman Brothers Band di "Eat The Peach" o
"Brothers And Sisters" e si arriva alla bella rock ballad
"Wintertime" e alla dolcissima "She Don't Care" dove
gli Small Jackets dimostrano di avere la bravura di saper dosare energia
e dolcezza nella maniera e tempo giusto.Bella l'aggiunta delle tastiere
di Danny Led in questo secondo disco nel quale ritroviamo i cameo di
"Nick Royale"Anderson e Robert "Strings" Dahlqvist
alle chitarre in "Forever Night".Dal vivo si esaltano rendendo
la loro musica maledettamente coinvolgente.Ah,di menticavo.Nonostante si
chiamino Lu Silver,Eddy Current,Danny Savanas e
Rob"Nobody"Tini gli Small Jackets sono
italianissimi,esattamente di Rimini.Ma non lo dite in giro, altrimenti
qualcuno ci potrebbe rimanere male. |
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