Sheryl Crow - Wildflower
2005 - A&m / Universal
Sito Internet:www.sherylcrow.com

di: Claudio Tosatto

Settimo lavoro per Sheryl Crow che con questo album apre un nuovo ciclo nella sua carriera dopo averne chiuso uno precedentemente con un greatest hits che conferma una svolta creativa maturata come conseguenza della svolta personale della vita privata della cantautrice.
Il nuovo disco si apre con "I Know Why", un bellissimo pezzo in stile pop/rock country (e anche un omaggio al compagno Lance Armstrong) che apre in maniera impeccabile il disco.
Si continua con "Perfect Lie" dove l'importante presenza degli archi ,che non abbandoneranno mai il disco, comincia a farsi sentire in questo brano molto più melodico del precedente."Good Is Good" è invece un pezzo che guarda a quel passato che in parte Sheryl si è buttata alle spalle con questo nuovo lavoro ma senza sputare nel piatto dove per anni ha mangiato,la cantautrice ripesca quelle melodie pop-folk sempre piacevoli e mai fuori luogo.
Con "Chances Are" inizia la camaleontica trasformazione della Crow che propone sonorità intimiste e una voce calda che tesse sonorità latineggianti con arpeggi di chitarra affascinanti e sensuali con l'apporto di synth ipnotici.
"Wildflower" è forse il brano più bello del cd , un pezzo tutto acustico che troviamo con arrangiamento acustico ancora più scarno come bonus track e dove risalta la bellissima voce di Sheryl accompagnata solo da una chitarra acustica, un bellissimo "fiore selvaggio" che vale l'intero cd.
Torniamo un attimo indietro con "Lifetimes" dove ritroviamo una Sheryl Crow pià radiosa."Letter To Good" è il solito omaggio a Dio che ogni artista pare debba scrivere, anche se il brano non è assolutamente da buttare.
Con "Live it Up" ritroviamo lo stesso spirito di "I Know Why" con un ritmo rock pop un pò ruffiano ma molto accattivante a metà strada fra gli anni sessanta e la produzione pop di sempre della cantautrice americana.
"I Don't Wanna Know" è un brno un pò troppo leccato dove non bastano i soliti arrangiamenti country per cavarsela con poco, mentre "Always On You Side" sembra una oscura b-side di Bonnie Raitt riarrangiata con il gusto della Sheryl Crow attuale e infine arriviamo a "Where Has All The Love Gone" dove gli archi sono più che mai determinanti in un pezzo assolutamente irriconoscibile confronto al passato.
Molto importanti gli archi inseriti grazie agli arrangiamenti di David Campbell ( papà di Beck ) che assieme all'ottimo Jeff Trott ( chitarrista e coproduttore ) hanno saputo dare maggiore concretezza a questa nuova svolta creativa e artistica di una Sheryl Crow rinnovata che non deve scordare il passato equelle radici rock roots che le hanno fruttato ben 9 grammy awards.