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Band proveniente dall'Inghilterra questi Pineapple Thief.
L'album in oggetto è composto da dieci brani e risulta essere un esempio lampante
dei territori che certo rock progressive inglese sta tentando di esplorare di questi tempi.
Le canzoni alternano infatti venature post-rock (a tratti indubbiamente rievocanti i Radiohead "Sooner or later" su tutte),
a songs dalla struttura decisamente più articolata e studiata come la suite finale
Remember Us, di atmosfera più genesisiana e sicuramente più attinente e aderente alle radici progressive dalle quali la band proviene.
In generale si respira un'atmosfera di dolce svagatezza che rende l'album ascoltabile e orecchiabile
ma mai ingenuo e scontato e basta porre attenzione agli arrangiamenti e agli strumenti usati per averne conferma.
Questi ultimi sono molto buoni, con archi e parti orchestrali ben riuscite.
Un disco dunque genuino che trova le sue punte più elevate in brani come Keep Dreaming
o la suite già citata. Niente da eccepire dunque, il disco è consigliato a tutti coloro che vogliono ascoltare
buona musica, suonata e arrangiata da Bruce Soord e company con indubbia maestria. Sicuramente uno di quei dischi che se soltanto avesse un po' più di pubblicità riuscirebbe a riscuotere consensi alti anche al di là del genere al quale si rifà.
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