Green-Life
2003 Frontiers Records

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di: Gabriele Desole

Band Progressive Rock Oriented proveniente dalla ricca scuderia Frontiers , i Green al loro primo approccio discografico si presentano già abbastanza maturi per poter competere in campo internazionale con band ben più blasonate. Non a caso il concerto di presentazione del loro “Life” si è svolto in una cornice abbastanza insolita per un debut-album: Glenn Hughes (ex Trapeze, Deep Purple, Black Sabbath), i Talisman ed i Royal Hunt per i quali hanno aperto il concerto il 27 Maggio 2003 al Black Out Rock Club di Roma riscuotendo un ottimo successo tra i presenti. A prescindere da tutto ciò l’album in oggetto merita di essere preso in seria considerazione. Lo stile dei brani oscilla dall’ hard-rock crudo ed essenziale di una “I gotta run” oppure “I Still love” ad uno stile più propriamente consono ai dettami progressive di ”The Work” o “The Storm Inside” con accenni ora ai Genesis ora a fraseggi chitarristici in pieno stile Yes tanto per intenderci, sino ad arrivare a ritmiche degne dei migliori Extreme che donano all’album una notevole varietà sonora. La band risulta essere molto convincente nel reparto squisitamente tecnico, a partire dall’ottimo Guido Melis al basso, Giovanni e Michele Fanfani rispettivamente alle tastiere e alla batteria e Fabrizio Pieraccini nelle vesti di cantante e lead guitar , nonché in quelle di produttore di se stesso. L’album offre parecchi spunti creativi interessanti, dalla accennata “The work” per passare a “Cycling in the rain” e “Sometimes” che si apre con in sottofondo il ticchettio di un orologio, non precisamente tra le cose più originali da sentire in un album ma che comunque gli dona un tratto caratteristico. Tanto più che l’album risulta essere un concept, con suoni ripresi dalla vita reale a legare i vari brani, come il dischiudersi di una porta, il russare, il rumore di un telefono occupato etc. etc. e questi suoni non sono fini a se stessi e messi li a far bella mostra di se ma appartengono appunto al concept stesso dell’album che parla di “vita vissuta” : LIFE; i brani non hanno un taglio netto ma presentano una soluzione di continuità ed un interlacciamento l’uno con l’altro, come se appartenessero tutti ad unica grande suite di 52 minuti circa. Che aggiungere altro? Un’ottimo esordio indubbiamente, che centra in pieno il risultato, e lascia presagire un roseo futuro per gli italianissimi Green. E ancora una volta una grossa sorpresa donataci da una band italianassima il che non può che farci piacere.