Francesco Piu - Bedroom Blues
2005
Sito Internet:www.francescopiu.com

di: Claudio Tosatto

Era annunciato già da tempo, o meglio almeno per quanto mi riguarda da quella partecipazione alla puntata di The House Of Blues dove ebbi la possibiltà di gustare un delizioso antipasto di "Bedroom Blues", il nuovo lavoro di Francesco Piu.
Un disco caratterizzato da otto tracce, otto brani della musica internazionale che non sono semplicemente classiche cover blues.
Abbiamo jazz, blues, funk, pop, il tutto arricchito da quell'ingrediente speciale che consiste nel talento sorprendente di Francesco Piu che conferma una disinvoltura che dal vivo poi diventa talmente travolgente da coinvolgere anche il più freddo degli spettatori capitati lì per caso o magari di passaggio. Ma parliamo del disco.
La scelta di variegare il lavoro con brani differenti tra loro è più che azzeccata.
Si parte con "I Don't Need No Doctor" suonata con un groove molto
Vaughaniano. "Watermelon Man" di Hancok conserva un pò di ritmo funky di base ma viene riarrangiata in chiave blues con un assolo elettrico che resterà anche l'unico all'interno del cd.
Abbiamo un bell'omaggio a Otis Redding con l'immortale "I've Been Loving You Too Long", poi ritroviamo la bellissima voce di Mariangela Demurtas che, come avvenne già nel precedente lavoro solista di Francesco per "Summertime", impreziosisce "Same As You" di Scott Henderson con un interpretazione strepitosa.
"Tired Of Talking" di Robben Ford è un brano dove pare che Francesco si diverta in maniera maggiore confronto alle altre esecuzioni. "Love in Vain" e "Hot Tamales" sono due classici che fanno parte di un tutto un repertorio che si può definire cult e un must per tutti i bluesman, quello di Robert Johnson, mentre "Harvest" di Neal Young è suonata con grande classe e delicatezza terminata con una piccola sorpresa nel finale con un accenno a "What a Wonderful World".
Inutile che mi sprechi in ulteriori sviolinate rivolte ad un musicista che non ne ha bisogno. Ottima la qualità della registrazione e la scelta dei brani, capace di non annoiare anche chi non fa del blues il proprio pane quotidiano. L'unico consiglio che vi do è di tenere d'occhio Francesco Piu, un bluesman made in Sardegna che ha tutte le carte in regola per arrivare molto molto lontano.