Edhels - Saltimbanques
2003  Edhels

Sito Internet: edhelsmusics.free.fr

di: Gabriele Desole

A volte la migliore musica è il silenzio diceva qualche sciocco tempo addietro. E noi ammettiamo  pure che questa affermazione sia valida per qualche istante. Togliamoci la possibilità di ascoltare la nostra musica. Scommetto che dopo qualche istante presi da una sorta di crisi di astinenza, inizieremo a scorrere la nostra collezione di vinili e di CD, e a guardarne le copertine, i disegni e le illustrazioni. Vediamo un po’ cosa potrebbe accadere pescando a caso.Un vinile con una banana con su scritto peel slow and see; un altro con una bomboletta spray, un altro ancora con la foto di un Cristo crocifisso ripreso alle spalle e con i soldati romani in primo piano con delle lance, ed  uno isolato,  proprio sulla estrema destra con un anacronistico mitra, insomma tanto ben di Dio visivo che sarebbe un’opera immane descriverli tutti.
La copertina del Cd di cui parleremo quest’oggi invece è tutto un programma. Un ammasso informe di uomini, un groviglio dantesco di musicisti le cui mani appaiono sproporzionate con le loro dita lunghe e affusolate che sembrano estensioni dell’anima; l’oggetto perfetto con il quale percuotere ora le corde di una chitarra ora i tasti di un pianoforte. In basso sulla destra la dicitura “Edhels” in alto a sinistra “Saltimbanques” e poi farfalle. Farfalle e stelle. Farfalle e polvere di stelle. Philippe Breton ha saputo rendere alla perfezione con l’opera “Le Tapis Volant” che compare sulla copertina,  ciò che si cela all’interno di questo cofanetto con all’interno un oggetto circolare spesso pochi millimetri e luccicante. Ecco giunto il momento buono di mandare a quel paese l’autore di quella frase un po’ sciocca e banale della quale parlavamo all’inizio. Che il viaggio sul tappeto volante abbia inizio.Ed i cocchieri di questo dolce vagare saranno Marc Ceccotti, accompagnato dai suoi fidi e impeccabili strumentisti, che saranno anche i nostri “Saltimbanques” circensi i quali ci porteranno a bordo di un tappeto volante in posti magici e incantati, che hanno come liaison e coordinate Avignon,  Bruxelles e la nostra Siena. Il tocco alla chitarra è eccezionale e può essere paragonato a tratti al Fripp con i King Crimson primi anni ottanta, tanto che alcuni brani come Avignon non sfigurerebbero in un album della levatura di Discipline. Le sonorità che ci vengono proposte sono di prim’ordine, dalle note di “Paradoxical Intentions” emerge un sentimento di estraniazione-alienazione e allo stesso tempo di spaesamento che pervade tutto l’album. Ma non voglio descrivervi e rovinarvi la sorpresa di quando la lente del vostro lettore si posizionerà sulla traccia numero 11 e inizierà la conversione dei bit tramutandoli magicamente in musica. Sappiate solamente che la suite “Mare Temporis” vale da sola il prezzo dell’acquisto con quell’intro di pianoforte che era da tanto che non sentivo e che era da molto che cercavo in una canzone. Il suo lento incedere e tuttavia il suo continuo essere in divenire che mi ricorda le onde del mare che ogni mattina vedo dalla finestra della mia stanza. Un brano strumentale che si porta via quel tempo che sin dal suo inizio sembra fermarsi, per poi dilatarsi e fermarsi ancora, ma che tuttavia scorre inesorabilmente lasciandoti soltanto una possibilità: riportare con il tasto rewind la lente su quei magici, eterei lidi. Il mio consiglio per tutti coloro che sono rimasti delusi dalle ultime opere del tanto amato Re Cremisi è quello di andare sul sito http://edhelsmusics.free.fr/ e acquistare questo CD. Per tutti gli altri compratelo ugualmente, questa è musica che al di la di ogni fredda e sterile distinzione di generi rimane ai vertici della produzione musicale artistica odierna.