Cheap Wine - Crime Stories
2002 Autoproduzione

Sito Internet: www.cheapwine.net

di: Luca Varsi

Ancora una volta i Cheap Wine dimostrano di avere non solo le idee chiare su come impostare la loro carriera cioè con l’autoproduzione , ma confermano ciò che ha fatto si che la loro musica si apprezzasse oltre i confini nazionali : le proprie capacità artistiche regalandoci un altro bellissimo album. Era difficile fare un passo avanti dopo i precedenti lavori ma con “ Crime stories “ i Cheap Wine ci regalano altri 59 minuti di rock puro.Inoltre è bene sottolineare che in un mondo discografico sempre più legato agli affari c’è chi punta dritto alla qualità e sopratutto alla sincerità, Insomma per farla breve ci troviamo nuovamente davanti ad un album che è nato dalla passione dei Cheap Wine per la musica e non studiato a tavolino per arrivare primi in classifica ( a parte che se la classifica riguardasse il gradimento e la facesse chi so io ...Il disco è molto curato a partire dai testi sempre molto belli e particolari di Marco, passando alla musica ( e che musica! ) per poi arrivare alla parte grafica e quindi al booklet curato da Zano che oltre alle bacchette sa usare molto bene la matita.Tornando ai testi, c’è da sottolineare il fatto che “Crime stories” è un concept album come Murder ballads di Nick Cave tanto per rendere l’idea, e qui Marco conferma le sue capacità di songwriter già evidenziate negli altri album...andatevi a leggere due o tre testi iniziando da “Playing with a butterfly”, “Easy Joe”, “Crazy hurricane” “ A blaze in he dark” etc...in quest’ultimo lavoro l’intenzione è quella di indagare sulle motivazioni, la psicologia, ed i presupposti di chi commette un crimine o infrange una regola. Non ci si trova davanti a dei testi scritti tanto per fare delle canzoni che devono far parte di un lavoro che deve uscire per contratto.Passiamo alla musica.A collaborare con i nostri c’è Alessandro Castriota che si fa notare subito al piano nel primo brano, i cori di Enrichetta Coli e, novità di quest’ultimo album, il violino di Alessandra Franceschetti ad impreziosire behind the bars e la ipnotica temptation .Il disco è molto ben riuscito e questo ripaga i sacrifici fatti e dimostra che le scelte dei Cheap Wine sono giuste tanto quanto coraggiose, non so quanti altri gruppi si possano permettere di rispondere “no” a certe richieste delle case discografiche.Per poco meno di un’ora e sopratutto per 13 Euro, chi ascolta Crime Stories si ritrova ad ascoltare un disco che dall’inizio alla fine regala emozionanti riff di chitarre , sorretti da una base ritmica impeccabile che assieme agli arrangiamenti di cui sopra accompagnano le “storie di crimine” scritte e cantate da Marco.Alcuni brani li ho già citati come behind the bars e temptation, da evidenziare tra i nove restanti looking for a crime (la parte iniziale sembrerebbe composta da uno Steve Wynn di qualche anno fa) che parte molto calma ma che poi si sfoga alla fine, la bellissima ballata acustica murderer song e se continuo va a finire che li scrivo tutti.Un disco che come ho già scritto all’inizio convince e sopratutto vale molto più di quel che costa in quanto, ma chi conosce i Cheap Wine lo sa già, è privo di brani fatti tanto per riempire la scaletta. I Cheap Wine il loro dovere lo hanno già fatto, ora tocca a noi amanti del rock sostenerli ed invogliarli a continuare a rimanere a questi livelli.