Davide Buffoli & The Habladors - Screamin' Like a Child
2002 self-released
a cura di: Franco Mannarini

Ritieni di essere soddisfatto del tuo ultimo cd? 
Nonostante il cd sia stato prodotto con pochissimi soldi e molte difficoltà economiche credo di essere abbastanza soddisfatto di "Screamin' Like A Child". Le difficoltà nel concepirlo, come potrai ben immaginare, sono state molteplici e arrivare a concludere il disco tra tempi stretti per le registrazioni e difficoltà nella comprensione del nostro genere da parte dei tecnici in studio, sommati alla mia acerba esperienza come produttore è stata davvero una piccola impresa!...(lo so, suoniamo semplicemente rock americano ma ti giuro che è così! Infatti la maggior parte dei tecnici di studio è abituata ad appiattire i suoni su schemi prefissati e hanno poca cultura musicale: per loro aver davanti quelli del liscio, le replicanti della pausini di turno, gli emuli del blues o i tipi dello ska è la stessa cosa...non hanno idea di come debba suonare la chitarra se vuoi fare roots o folk o quello che vuoi tu...finisce che così ti capita di sentire chitarre che sembrano grattugiare il formaggio o i tamburi delle batterie che suonano come scatole di cartone).
Da cosa hai  tratto ispirazione per il tuo nuovo album? 
Il disco è nato in un periodo un po’ particolare della mia vita. Finito il servizio civile sono entrato in contatto con il difficile mondo del lavoro e purtroppo le mie prime esperienze non sono state per nulla positive; ho fatto lavori davvero poco gratificanti, ma sensazione di oppressione che sentivo era contrapposta ad una sensazione di positività e di voglia di fare che la musica mi stava dando in quel momento, una sensazione davvero forte, intensa ma inspiegabile, una sensazione che credo solo gli artisti possano provare. Così suonavo ovunque e con chiunque potevo e nel frattempo cresceva in me il desiderio di fare qualche cosa di mio, di scrivere e cantare le mie canzoni. Era anche un periodo di tensioni emotive, stavo tirando un po’ la corda e ho attraversato così in un periodo di introspezione oscuro, pagine chiare e pagine scure. Credo che tutto questo abbia influenzato nel bene o nel male "Screamin' Like A Child". Non credo che si possano scrivere delle buone canzoni senza provare sensazioni di malessere o di benessere estreme: di "piattezza" e vuoto nella musica che va oggi ne sento tanta e, guarda caso, è proprio quella che quasi sempre scala le classifiche! Non credo nelle persone che si dichiarano sempre forti e senza paure o dubbi, beati loro se lo sono veramente ma io credo di più nella gente che soffre e ammette i propri limiti. Per le cover ho pescato nelle mie radici, ma sono pezzi di un’attualità incredibile: se guardi a Woody Guthrie e pensi a come sia nata “Deportee” e senti quello che dicono un senatur bavoso e i suoi accoliti preghi l’altissimo di non dover mai più ascoltare “..si è schiantato un aereo pieno di gente, ma tanto erano solo immigrati...” e ti accorgi di come questa canzone sia così attuale, nacque proprio così... questa vuole essere la nostra risposta a certi atteggiamenti discriminanti e razzisti, se poi prendi Mellencamp è energia e vigore incrollabile e c’è sempre tanto bisogno di "Love And Happiness"...
Vuoi consigliarci qualche altro artista o band che ritieni importante e che ci vuoi raccomandandare? 
Mi piace un sacco incontrare persone che amano la musica: da appassionati ascoltatori a musicisti a giornalisti (solo quando non si scornano tra di loro come i politici!) e scambiare reciprocamente le conoscenze nel campo. Per la mia formazione musicale credo siano stati importanti tutti gli artisti che ho ascoltato da bambino, quando mio padre mi faceva ascoltare i suoi dischi (anche lui è sempre stato un grande fruitore di buona musica e sicuramente mi ha influenzato positivamente) fino ad oggi che ho venticinque anni e compro (e scarico dal web..ops!) cd e riviste musicali. Ogni periodo della mia vita è stato segnato da un artista particolare che in quel momento mi dava le emozioni più intense. Quando ho iniziato a suonare la chitarra ero innamorato dei Black Crowes, di Stevie Ray Vaughan, di Jimi Hendrix e di Mark Knopfler, poi qualche anno più tardi ho iniziato a scrivere canzoni e
come naturale conseguenza ho iniziato ad adorare band come Jayhawks, Counting Crows e Gin Blossoms, e musicisti storici come Gram Parsons, Byrds, Tom Petty e John Mellencamp, artisti e band che sono tuttora tra i miei preferiti. Attualmente sono in preda ad ascolti più disparati, passo da Ryan Adams e Jayhawks ai Third Eye Blind e Vertical Horizon o i Gov’t Mule. Mi è piaciuto molto l'ultimo disco di Joe Strummer con i Mescaleros, ( disco che lui purtroppo non ha potuto concludere, ma se ne vanno sempre i migliori!!)... è davvero un disco pieno di anima, se ne sentono pochi in giro ultimamente. Andando a ritroso in questi giorni sto ascoltando band come Kinks e Big Star, non posso consigliare un artista o un disco in modo particolare, quello che posso suggerire è un percorso di studio mirato delle radici e antenne ben rizzate...

Quali sono i tuoi progetti per il futuro della tua musica 
Ho diverse canzoni nuove pronte e altre ancora in fase di crescita ma nessuna è già stata registrata. Spero di trovare qualcuno che creda nella mia musica e possa aiutarmi a registrare un disco che non abbia i difetti del primo e suoni meglio e più compatto. L'autoproduzione è una scelta davvero onorevole e spesso obbligata, soprattutto se non si scende a compromessi artistici, ma purtroppo qui in Italia ci sono veramente poche possibilità (non conosco la situazione negli altri paesi, forse! negli USA a causa della vastità territoriale e nel rispetto del lavoro di musicista c’è un po’ di spazio in più). Questo è quello che sto provando io sulla mia pelle, da noi se dici che fai il musicista ti guardano strano: per la maggior parte della gente non è un lavoro. Non voglio però cadere nelle mani sbagliate (e dio solo sà quante ce ne sono in giro!) di qualche manager o produttore che se ne frega del lato artistico e al quale interessa solo vendere un prodotto, che poi sia un disco o un sacco di patate non fa la differenza. Sto anche scrivendo qualche canzone in italiano, un po’ per gioco un po’ per divertimento, un po’ per vedere cosa viene fuori...continuano in tanti a chiedermelo, sopratutto discografici e addetti ai lavori , è un consiglio accompagnato sempre dalla stessa frase <<sai? sei bravo ma se cantassi in italiano...non hai mai pensato di cantare in italiano? Qui da noi è l'unico modo per emergere...con l'inglese è dura, molto dura>>, commercialmente hanno ragione, ma per la mia storia di rocker la mia concentrazione per ora sui brani nuovi, resta ancora in inglese!
C'è qualcosa del tuo nuovo disco che non ti soddisfa pienamente e che ritornando indietro avresti cambiato?
Mi dico sempre: quello che è stato fatto è stato fatto. Ancora oggi riascolto "Screamin' Like A Child" e sento i pregi e i difetti che questo cd contiene, ma tutto sommato l'unica cosa che avrei cambiato è il suono della batteria in alcuni brani. Ho registrato il disco in tre studi diversi e ho dovuto adattarmi a qualsiasi cosa, penso che sia ovvio trovare delle imperfezioni, il disco mi piace e lo accetto così com'è, non poteva essere diverso. Spero in futuro di poter registrare con più calma, senza le angosce dei tempi stretti perché non ci sono soldi per pagare lo studio, spero di avere al mio fianco una persona fidata per una produzione che sappia tirare fuori il meglio dalla mia musica e che apprezzi veramente ciò che sto facendo, che dia la sua esperienza e la sua impronta ma in modo costruttivo, perché anch'io, come tutti, ho sempre e solo da imparare...

Dave
www.habladors.com